L’INFERNO LETTO DAI POETI CANTI VIII-XVII

 

2004, pp.144

Priano, Gualtieri, Brugnaro, Di Palmo, Molinari

Damiani, Giacomini, Buffoni, D’Elia, Zuccato

a cura di Marco Munaro

 

 

 

 

Ha senso oggi dire che Dante è un poeta europeo?

Mi pare molto limitativo “europeo”: cosmico, direi…

Diligenza e voluttà. Ludovica Ripa di Meana

interroga Gianfranco Contini.

 

Con questa seconda pubblicazione, che va ad aggiungersi ai Primi sette canti dell’Inferno letto dai poeti del 2003, continua la pubblicazione degli Atti di una Rassegna che prevede la lettura integrale dell’Inferno da parte di poeti contemporanei. Ci sembra, questo, un modo per provare la vitalità di Dante oggi, nella lingua dei poeti contemporanei, e nel contempo la vitalità di alcune delle voci poetiche italiane più significative del nostro tempo. Tra marzo e maggio 2003, sono venuti a Rovigo a leggere Dante i poeti Gianni Priano (Genova, canto VIII), Mariangela Gualtieri (Cesena, canto IX), Ferruccio Brugnaro (Spinea, canto X), Pasquale Di Palmo (Ca’ Noghera, canto XI), Marco Molinari (Nogara, canto XII), Claudio Damiani (Roma, canto XIII), Amedeo Giacomini (Codroipo, canto XIV), Franco Buffoni (Roma, canto XV), Gianni D’Elia (Pesaro, canto XVI), Edoardo Zuccato (Milano, canto XVII). Ogni poeta, colto sul vivo di una spesso imprevista e sempre stringente affinità stilistica o linguistica o tematica o morale, ci intrattiene coi propri fantasmi sull’orlo di una verità, o di un enigma, che riguarda tutti.

Dalla premessa di Marco Munaro


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