1. Anna Maria Farabbi – Adlujé

2003, pp.112, € 12,00

 

 

 

 

 

 

 

Adlujè  è una parola dialettale usata dai contadini della zona tra Umbertide e Gubbio, nella provincia di Perugia, per indicare quando la gente andava a caccia di frodo: innalzavano nell’aia una grande rete e la coprivano di vegetazione con fogliame, erbe, piccoli legni;vi si appostavano dietro, nascondendosi; all’improvviso rompevano la notte accendendo lumi, sbattendo ossessivamente mani barattoli legni. Affluivano uccellini a stormi, attratti impauriti assordati abbagliati: sgolandosi. I contadini sapevano che era proibito dalla legge cacciare uccelli piccoli, ma quella carneficina saziava la loro fame. Almeno per un paio di giorni.Ciò che era necessario per la loro povertà.”


ANNA MARIA FARABBI Nata a Perugia il 22 Luglio 1959, Anna Maria Farabbi vive e lavora nel capoluogo umbro. Ha collaborato a vario titolo con numerose riviste (tra le quali “Leggere Donna”, “Noi Donne” e “Legendaria”) e ha diretto in prima persona il foglio letterario “Lo Spartivento” di Bologna. La sua padronanza della lingua inglese le ha consentito, oltre all’attività di traduzione, di fungere quale referente italiana per la rivista africana “Sister Namibia”. Suoi racconti, saggi e poesie hanno visto la luce su “Atelier”, “Poesia” e “La Clessidra”. Numerosi e di sicuro prestigio i riconoscimenti e i premi letterari che può vantare. Ha pubblicato i seguenti volumi di prose e versi: Fioritura notturna del tuorlo, Pescara, Tracce, 1996; Firmo con una gettata d’inchiostro sulla parete, Scheiwiller, Milano, 1996; Nudità della solitudine regale. Marginalia, Zane Editrice, Lecce, 2000; Il segno della femmina, Lietocollelibri, Como, 2000; La tua presenza, Lietocollelibri, Como, 2002. Ha all’attivo, inoltre, alcune pubblicazioni di critica letteraria e di critica d’arte.

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