Milos Crnjanski – Lamento per Belgrado

 

2010, pp.72, € 14,00

Prefazione di Massimo Rizzante

con uno scritto di Bozidar Stanisic

traduzione e cura di Massimo Rizzante

Testo serbo a fronte

 


video di Nicola Licciardello
dalla Rassegna “Verso il solstizio d’estate 2009″, 29 maggio 2009 Teatro Ballarin di Lendinara, con Paolo Fresu e Bojan Z. Lettura a cura di Marco Munaro e Massimo Rizzante

 

Tu, intanto, ti ergi, con l’astro chiaro dell’aurora,
con l’azzurra Avala, in lontananza, come una collina.
Tu scintilli, anche quando qui le stelle si spengono,
e sciogli, come il Sole, il ghiaccio delle lacrime e la neve di un tempo.
In Te non esiste il non senso, nè la morte.
Tu brilli come una vecchia spada dissepolta.
In Te tutto resuscita, e danza, e volteggia,
e si ripete, come il giorno e il pianto dei fanciulli.
E quando la mia voce, e i miei occhi, e il mio respiro si estingueranno,
Tu mi accoglierai, lo so, nel tuo grempo.


MILOS CRNJANSKI
(Csongrád, 1893 – Belgardo, 1977) è con Andric e Krleza uno dei massimi rappresentanti delle letterature slave del XX secolo. Fu poeta, pubblicista, traduttore, romanziere e autore di drammi teatrali. Dopo la prima guerra mondiale, studiò a Vienna e a Belgrado. Nel 1928 intraprese la carriera diplomatica soggiornando a Berlino, Lisbona e Roma. Allo scoppio della seconda guerra mondiale emigrò a Londra, dove visse fino al 1965, anno del suo ritorno a Belgrado. Migrazioni (Scobe), pubblicato in due volumi nel 1929 e nel 1962 (Adelphi 1992 e 1998 a cura di Lionello Costantini), è universalmente ritenuto il suo capolavoro. L’opera di Crnjanski, tuttavia, è vasta e per lo più sconosciuta nel nostro paese. Il poeta modernista di Itaca (Lirika Itake, 1919), l’autore ribelle dei Racconti al maschile (Price o muskom, 1920) e del Diario di Carnojevic (Dnevnik o Carnojevicu, 1921) è ancora inedito in Italia. Così come tutto da scoprire è il cultore originale dell’arte italiana di Amore in Toscana (Ljubav u Toskani, 1930) del Libro su Michelangelo (Knjiga o Mikelandelu) uscito postumo nel 1981, il viaggiatore di Dalla terra degli Iperborei (Kod Hiperborejaca, 1966) e il narratore di Romanzo di Londra (Roman o Londonu, 1971), uno dei più grandi affreschi della letteratura di ogni tempo sull’esperienza dell’esilio. Lamento per Belgrado, scritto nel 1956 e pubblicato nel 1962, è qui presentato per la prima volta in traduzione italiana.


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