Solstizio 2011


O INOSSIDABILE ROBIGO                    
 
di Giorgio Luzzi
 
C’è la Piazza Annonaria
il Caffè Borsa
un trust di monumenti patrioti
Dunque ci sto a Robigo ci sto
Vedi c’è una fontana a quattro
concentriche vasche i piccioni
meno che altrove
mi sparano i loro
feticci diretri
Vedi ci sono feriali
 
viali che meno tetri
lungamente compaiono dei nostri
Stanno sorpresi i chiostri
tra basse sempre da poco
ripitturate case
di fresche vernici che hanno
nascoste le cicatrici
Robigo è così
la ruggine antica
l’hanno tolta da qui
 
Ornarelle panchine
hanno pietra ricurva
di un impasto
di sassoletti e malta
carezzano la schiena
risparmiano sull’oro
secondano la spina
del dorso qui a Robigo
sciogliesi la fierezza del liberto
Qui per ogni vena
 
mi trema un chiarire
di novizio mi trema
favella favilla di luce
di Vanni Cantà le sue canapi
dipinte e gli spazi
che dentro hanno un piovere
che ha negoziato col sole
la patria perduta dei corpi
Cantà la gnosi clandestizia
e di Munaro versore
 
e principe donativo
l’uomo incorrotto
delle fatiche gentili
Quattro lì vidi cavalli montati
da signore speziate
dai seni svelati in foulards
attendono lo start
Ma la signora in rosa
suo minimo cane si addentra
in top avventurato e rigoglioso
 
le fiuta nella valletta
che apre in due la delizia
dei maschi mortali
tutto a Robigo
si trae dai piaceri
tesoretto del seno
Adigetto letizia agli indigenti
bigoletti vizietto agli opulenti
E poi i pensieri
che mi affidava Evelina
 
quando cedendo al ristoro
delle nocche nel mento
udimmo la sordina di una tromba
ne risuonò di piccolo
metallo fiorito
possente sul suo soffio
dolce poi la carezza
consegnata al suo tenero
severissimo amore ma è ora
una fiamma si impossessa ecco del vuoto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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