28. Daniela Raimondi – La Regina di Ica

2012, pp.88, € 13,00

“Il poema si staglia con la forza limpida di un’architettura
simmetrica, sostenuta da due fuochi spirituali:
due preghiere artesiane invocano acqua potabile
che idrati interiormente e renda liquida ogni densità,
che ogni stanchezza si sfarini in quiete, lievità,
suoni tranquilli del mattino.
Batte la lingua italiana accanto a quella inglese sulla
stessa pancia del tamburo.
E la mano che danza la scrittura è femminile. Anche
questo elogio.”
dalla prefazione di Anna Maria Farabbi

 

 

Le stanze segrete di Frida
La casa blu, la pioggia,
un fascio di calle e i quetzal.
Un piccone sventra la stanza murata,
strappa la carta dalle pareti.
Il raggio di luce cade su un mosaico di stelle.
Nella grotta segreta splende la lampada di Aladino:
perle e bracciali d’argento, la seta e il broccato,
ametiste e cristalli.
L’oro dei Maya trabocca dalla vasca da bagno.
Ci sono biglietti dell’autobus,
il ventaglio, il rossetto,
le piccole mani di Pablo,
un testo di Trotskij e parole d’amore.
Nel ritratto di nozze, Frida ha il viso di una vergine ebrea.
Alla sua festa di sposa il re sorrideva.
En las calles corría una música alegre,
un canto suave de pajaros y niños.
Nella penombra, c’è l’armatura di ferro
di una regina dalla schiena spezzata.
Su una sedia, la sua sottoveste di raso
e scialli di lino, il rosso e il cobalto,
le ciprie e i gioielli.
Nell’aria una polvere bianca, una polvere bianca.
Odore di muffa. Odore di urina.
Un gatto fugge dal vetro rotto di una finestra.

Sul tavolo, c’è il giornale stampato
nel giorno della sua morte
y la foto de un cuerpo de nacar y miel:
i suoi occhi da cerva,
il lenzuolo abbassato sui fianchi
e sotto il lenzuolo la gamba di legno.
Nel fondo delle pupille
Frida conserva il ricordo di un feto senza polmoni,
il dolore delle anche malate,
la neve a New York.
Ella cerraba los ojos del niño
y la nieve caía,
la nieve volaba en el cielo de Brooklyn.
Uno schizzo a matita.
La donna bionica cerchiata di ferro,
la foto di Georgia premuta sul cuore.
Il capezzolo rosa e Parigi, la nebbia.
L’amore di Diego.
Il dolore.
Nella stanza segreta
resta un poco di cenere sul fondo dell’urna.
Se ascolti, senti ancora il respiro,
il suo cuore che pulsa
fra i fiori e la colla della parete.

 

 

 

 

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