12. L’accanito cuore amora – Juan Gelman

gelman-cop

2014, pp. 308, A 22,00

a cura di Stefano Strazzabosco
testo spagnolo a fronte

“La forza più estrema della parola di Juan nasce dall’essersi allontanato dalla superficiedel dolore e della collera per affondare nelle sue radici, in quella zona vitalee mentale da cui la riflessione e l’azione possono ricominciare con un’efficaciache altre volte non hanno avuto in mezzo al rumore e al furore. Trasformare inpositività l’abominevole somma dell’obbrobrio e della disgrazia: sì, ci sono ancoraalchimie possibili quando si è padroni del luogo e della formula, come lo sonooggi le poesie di Juan.”

Julio Cortázar, 1981

Nel vestibolo del cuore
s’alza una casa vecchia
che il padre chiudeva a chiave ogni notte.
Il cortile con felci
amate dalla madre, il carbone
di polente ripetute, la sua luce
contro l’oscurità di pentole,
il cielo crollato.
Chi romperà quella rete?
Dov’è diretta?
Chi l’ha tessuta, che fili
hanno usato che tengono ancora?
Il suo abisso più profondo è il più alto.
Non rompere i suoi messaggi con
coltelli peggiori della morte.

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