11. PARLA LA LUCE CON VOCE DI CORNACCHIA di Tomi Kontio

Raccolta del poeta finlandese nella traduzione  di Antonio Parente

testo originale a fronte

pp. 145, euro 18,00

Parla la luce con voce di cornacchia
di quella mattina di usignolo,
mentre siedo nella calma precoce

che rinvigorisce dal suo sogno.
Allora: l’ingombro di gabbiani e la mano brancolante del sole
tra le viscere dei pesci appiccicate al pontile
e la serena peregrinazione dell’occhio tra le stanze spettrali
come se ci fossero più sistemi solari
più stelle, lune nel paesaggio.
Parla la luce con voce di cornacchia
di quella mattina di usignolo,
mentre mi appoggio al mio io precoce
e pesco con la rètina il cosmo sotto la superficie,
un giardino di galassie torbide.
Ora: il mattino prende in prestito i lineamenti da colei
che avrei voluto imparare a conoscere
e comunque qualcuno si alza dal letto,
comunque qualcuno osserva la stanza,
spalanca la porta lontano dalla sua riva.
Parla la luce con voce di cornacchia
di quella mattina di usignolo
come una macchia bianca e nera,
dove il bianco non è bianco, il nero nero,
nessuna sillaba di nero, lettera, voce potrà essere.

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